- giovedì 4 luglio 2024, 21:47
Stipendi polizia, carabinieri e militari: aumenti fino a 163 euro. Le tabelle del governo con gli scatti. Si tratta sulle indennità
La trattativa non solo è iniziata. Si può decisamente dire che è entrata nel vivo. Sul tavolo del rinnovo del contratto dei militari e delle forze dell’ordine, il governo in un incontro con i sindacati, ieri ha portato i conteggi ufficiali degli aumenti medi lordi mensili che potrebbero arrivare nelle buste paga di poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari, a partire dal primo gennaio del prossimo anno.
Gli aumenti medi
Per la Polizia di Stato, il conteggio prevede un aumento medio mensile di parte fissa di 153,79 euro. Per i carabinieri il dato sale a 157,14 euro, per la Guardia di Finanza lo scalino è ancora un poco più alto, 163,39 euro lordi mensili. Per la Polizia penitenziaria, invece, si scende a 148,89 euro, mentre per lo “Stato maggiore della Difesa”, che comprende la marina, l’aeronautica, l’esercito e la Guardia costiera, l’asticella degli aumenti è fissata a 159,35 euro. La media di tutti gli aumenti è di poco superiore a 156 euro.
A prima vista si tratta di cifre leggermente più basse di quelle che erano circolate nei mesi scorsi a valle degli incontri a Palazzo Chigi tra i sindacati delle Forze dell’ordine e dei militari, con il governo. Probabile che sui conteggi abbiano inciso anche le assunzioni extra rispetto all’ordinario turn over effettuate tra il 2022 e il 2024, e che hanno visto l’ingresso nei ranghi delle forze di Polizia di altre 17 mila unità. Del resto le somme messe sul piatto dal governo, sono esattamente quelle promesse e stanziate con l’ultima manovra di bilancio: 1,5 miliardi di euro.
I fondi
Di questi fondi, circa 338 milioni sono andati alla Polizia, 383 milioni ai Carabinieri, 217 milioni alla Guardia di Finanza, 129 milioni alla Polizia penitenziaria e 448 milioni ai militari. Ma queste risorse sono considerate sufficienti dai sindacati? «L’incontro», spiega Felice Romano, segretario generale del Siulp, il principale sindacato del comparto sicurezza, «è da ritenersi propedeutico per comprendere come meglio poter ripartire le risorse, sebbene», dice, «abbiamo ritenuto non condivisibile la proposta presentata dal governo in sede tecnica». La richiesta è soprattutto quella di incrementare le risorse per la “specificità”, ossia le varie indennità tipiche delle forze di Polizia come i turni di notte, quelli per strada, e così via, in modo da «garantire», aggiunge Romano, «l’operatività, così come va garantito», dice ancora, «il patto di legislatura per il finanziamento del Contratto 25/27».
Sulla stessa linea c’è anche Giuseppe Tiani, segretario del Siap, un altro dei sindacati di Polizia maggiormente rappresentativi. «È necessario», dice, «che il governo nella prossima manovra trovi risorse aggiuntive per la specificità, ma anche», aggiunge ancora Tiani, «che finanzi e faccia partire il prima possibile i negoziati per il contratto che copre gli anni dal 2025 al 2027». In effetti, come anche per tutti gli altri comparti statali, quello in discussione in queste settimane, è il rinnovo degli accordi contrattuali che coprono il periodo che va dal 2022 al 2024. Non è una novità, anzi, è una costante. I rinnovi dei contratti pubblici sono di norma chiusi dopo la loro scadenza. Quelli del periodo 2019-2021 sono stati quasi tutti firmati tra lo scorso anno e quest’anno.
Il passaggio
Anche per dare una risposta a questa discrasia temporale, alla fine dello scorso anno il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha deciso di pagare in busta paga una buona parte delle risorse stanziate per il rinnovo dei contratti, versando in una volta sola (a dicembre) tutta la quota relativa al 2024.
Una sorta di maxi-acconto sui futuri aumenti. Solo che questo ha creato un effetto collaterale: ha lasciato sul tavolo della contrattazione solo una parte residua dei soldi. Al netto dell’indennità di vacanza contrattuale, spiegano le tabelle del governo, l’aumento medio mensile lordo sarà di 84,4 euro, e oscillerà tra gli 80,82 euro della Polizia Penitenziaria, agli 88 e passa euro della Guardia di Finanza.
I sindacati
«Con le tabelle che sono state diffuse è stato certificato quello che da tempo sosteniamo e cioè che le risorse messe in campo sono insufficienti, addirittura inferiori rispetto all'ultimo contratto se parametrate al tasso di inflazione», hanno protestato Pietro Colapietro, Segretario Generale Silp Cgil e Florindo Oliverio, Segretario Nazionale Funzione Pubblica Cgil. «Nonostante un costo della vita aumentato nel triennio 2022/2024 di oltre il 17 per cento», hanno aggiunto, «il governo ha messo a disposizione risorse pari al 5,78 per cento per poi riservare un aumento dello stipendio di poco superiore all’incremento ottenuto nel 2021, con il precedente contratto, quando l’inflazione era intorno al 5 per cento». È anche vero, tuttavia, che nella scorsa manovra per i contratti pubblici sono stati stanziati in tutto 8 miliardi su 24 totali della legge di Bilancio. Zangrillo ha sempre sostenuto che fare di più sarebbe stato impossibile.
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