- venerdì 12 luglio 2024, 07:50
Benevento, lavori alla scuola «Torre-Sala»: i bambini restano nonostante la ricostruzione
Non c'è il temuto esodo dalla “Torre”. Malgrado le difficoltà e le incognite che accompagnano la ricostruzione dello storico plesso delle medie e, l'anno prossimo, dell'elementare “Nicola Sala”, il bilancio complessivo degli alunni resta florido. Si possono considerare tutto sommato fisiologiche le 20 iscrizioni in meno in prima media, con saldo sceso da 175 a 155 studenti. Solo una delle due quinte classi dell'elementare Sala ha fatto registrare una significativa fuga in direzione “Pascoli”, la più vicina sia geograficamente che come target, con 10 ragazzi su 22 che hanno optato per la scuola di via Pertini. Nell'altra quinta classe, il numero di mancati passaggi tra Sala e Torre, storicamente naturale, si è fermato al venti per cento del totale.
Non c'è stato nemmeno il temuto effetto nulla osta, ovvero le richieste di cancellazione dell'iscrizione per transitare ad altro istituto. A rivelarlo è il dirigente scolastico Edoardo Citarelli: «Sono positivamente sorpreso dalla risposta delle famiglie, che evidentemente hanno ritenuto di andare oltre le pur oggettive difficoltà che si verificheranno nei prossimi due anni, per confermare la scelta della Torre. È un atto di fiducia che deve spingere tutti gli attori coinvolti in questa vicenda a dare il massimo per ridurre quanto più possibile i disagi subiti. Credo che il comportamento delle famiglie dimostri l'apprezzamento verso l'attività didattica e organizzativa della scuola. Se 155 ragazzi su 175 decidono di passare dalla Sala alla Torre, pur andando incontro a un trasferimento lontano dalla sede storica, vuol dire ci sono affetto e stima nei confronti dell'istituto, capaci di andare persino oltre i grandi problemi che incontreremo. I nulla osta in uscita sono solo 4, peraltro compensati dai 6 in ingresso. Onestamente, mi sarei atteso numeri molto meno favorevoli, e non mi sarei sorpreso se soltanto un centinaio di famiglie avessero optato per il passaggio dalla Sala alla Torre». Fiducia riposta nella scuola e nei suoi vertici anche da chi ha frequentato quest'anno la «Torre» e ha voluto continuare a farlo anche nei prossimi, difficili anni. Sono infatti 182 gli alunni che da settembre frequenteranno le 10 seconde classi della media che saranno allocate in 9 casi a Capodimonte, mentre una decima andrà a Pacevecchia, dove ci saranno le prime. Altri 175 studenti siederanno tra i banchi delle terze nel plesso di via Bartolomeo Camerario, per un totale di ragazzi da trasferire che supera le 350 unità.L'iniziativa
Motivo per il quale la scuola ha lanciato ieri un sondaggio rivolto alle famiglie per testare la necessità di allestire un servizio bus navetta in direzione Capodimonte e via Camerario. Il sondaggio è aperto a tutti gli iscritti delle classi seconde e terze medie, mentre per quelli di prima, destinato al plesso di Pacevecchia che ricade nella giurisdizione dell'istituto comprensivo, è limitato a quanti risiedono fuori dal territorio comunale.Le famiglie possono partecipare fino a venerdì attraverso il link a «Google Moduli» attivato dalla scuola. In base al numero di risposte, il Comune provvederà ad attivare un adeguato numero di pullmini da settembre.
I problemi
Quadro meno plumbeo del temuto ma i problemi certo non mancano. Solo per citare gli ultimi sviluppi in ordine di tempo, nel corso del sopralluogo svolto ieri dai vertici scolastici in via Camerario sono emerse criticità di non poco conto: «Ci sono 5 aule piccolissime - spiega Citarelli - che fino a quest'anno ospitavano una decina di bimbi della materna o delle elementari. Non so come faremo a metterci 18 ragazzi di terza media. Finiranno per essere inevitabilmente classi pollaio. Per paradosso, ci sono invece aule grandissime nelle quali ci si ballerà dentro. Nell'atrio, inoltre, abbiamo constatato la presenza di una tettoia in amianto. Non è il caso di creare allarmi, ma occorre assolutamente intervenire quanto prima. In generale, dovremo redigere un orario scolastico che creerà gravi disagi ai docenti, con almeno una decina di ore buco la settimana, e agli stessi ragazzi. Per minimizzare gli spazi vuoti, ci saranno giornate nelle quali le ore di educazione fisica precederanno quelle di materie più impegnative».- Annunci correlati

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