- lunedì 15 luglio 2024, 07:51
Benevento, ospedale Rummo: stress test tra boom di nascite e picco di ricoveri
Otto parti in circa 24 ore, sette dei quali in partoanalgesia e uno con parto cesareo. È questo il bilancio delle nascite arrivato dal reparto di Ostetricia e ginecologia del Rummo, relativo alle ultime 24 ore in cui hanno visto la luce otto neonati. Si tratta di cinque femminucce e tre maschietti e tutte le partorienti hanno scelto la partoanalgesia, una pratica cominciata ufficialmente a febbraio del 2024, che ha già superato la soglia del 70% dei parti eseguiti nella struttura.
Si tratta di 200 parti in epidurale, effettuati dall'inizio del percorso del tutto nuovo per il Rummo che non ha mai attivato questo tipo di procedura, fatta eccezione per un breve periodo che risale alla direzione generale di Loretta Mussi che, circa 30 anni fa, insistette per mettere in pratica la partoanelgesia che veniva fatta solo in anestesia generale.
«Il boom di parti nei primi sei mesi del 2024 - spiega il direttore generale Maria Morgante - fan ben sperare che il nostro ospedale sia il segnale di un'inversione di marcia nella statistica delle nascite». Intanto, nell'arco di pochi mesi l'ospedale cittadino è entrato a far parte delle 198 migliori strutture pubbliche in Italia che praticano il parto in analgesia.
I nodi
Un periodo particolarmente caldo per l'unità complessa di Ostetricia ma anche per il resto dei reparti dell'azienda ospedaliera, compresi quelli dell'emergenza-urgenza; l'aumento delle temperatura fa lievitare gli accessi in Pronto soccorso e i ricoveri legati alle condizioni di scompenso dei pazienti anziani e cronici con malattie oncologiche, metaboliche e a carico dell'apparato cardiocircolatorio. Alla normale routine degli ultimi giorni, si è aggiunta anche la recrudescenza del Covid che sta facendo aumentare il numero dei ricoveri.
Attualmente, secondo la normativa vigente, l'ospedale non ha l'obbligo di effettuare il tampone d'ingresso ai pazienti che arrivano in Pronto soccorso, per cui ci si rende conto di essere in presenza di un paziente Covid solo in una fase successiva. Le polmoniti continuano comunque a circolare pure tra i giovani e a richiedere il ricovero in ospedale. I locali in dotazione al Pronto soccorso sono decisamente insufficienti per accogliere il numero elevato di pazienti che, in questa fase, arriva soprattutto dalle aree cittadine più scoperte, in special modo nei weekend, da altro tipo di assistenza. In pratica, un paziente oncologico, cardiopatico, diabetico, con un'insufficienza respiratoria che risiede nel capoluogo e va in sofferenza, in assenza di altre soluzioni, finisce per far riferimento al Rummo.
Per questo, la direzione strategica sta accelerando sui lavori di realizzazione della nuova unità di Pronto soccorso che vedrà la luce presumibilmente nel mese di giugno del 2025. L'accelerazione riguarda anche il concorso per il reclutamento di medici di Medicina d'urgenza e Pronto soccorso per reintegrare la carenza di personale, destinata ad aggravarsi in seguito alle dimissioni di un altro professionista.
A causa del gran caldo soprattutto per i pazienti anziani, con patologie a carico dell'apparato respiratorio, cardiopatici, allettati per patologie neurologiche demenza, pregressi ictus, è più frequente la disidratazione, anche per le fisiologiche alterazioni del senso della sete, che induce gli anziani a bere poco. In tutti questi pazienti «fragili» le alte temperature possono perciò scompensare patologie croniche sottostanti con la necessità di ospedalizzazione, soprattutto in mancanza dell'intervento del medico curante. Da questo punto di vista è di fondamentale importanza, nei mesi estivi, che la continuità assistenziale funzioni a pieno regime per prevenire quella parte degli accessi in Pronto soccorso evitabile se i pazienti vengono opportunamente trattati a domicilio.
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