immagine Bollo auto 2026, cosa cambia: dalle nuove esenzioni a chi non deve pagarlo, le scadenze
  • sabato 20 dicembre 2025, 12:02

Bollo auto 2026, cosa cambia: dalle nuove esenzioni a chi non deve pagarlo, le scadenze

Dal 1° gennaio 2026 il bollo auto - la tassa di possesso veicolare italiana - subirà una delle modifiche più rilevanti degli ultimi anni. Le novità non riguardano l’importo in sé, che continuerà a dipendere da potenza e classe ambientale del veicolo, ma le regole di pagamento, le scadenze e il rapporto tra automobilista e tributo. 

Scadenze e pagamento unico

La prima novità riguarda il calendario dei pagamenti: dal 2026, per le auto nuove immatricolate da quel giorno, il bollo non seguirà più i tradizionali scaglioni fissi trimestrali o semestrali stabiliti dalle Regioni. Il primo pagamento dovrà avvenire entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione e varrà per 12 mesi interi. Esempio pratico: un’auto immatricolata il 2 maggio 2026 avrà il primo bollo da pagare entro il 30 giugno 2026, e ogni anno successivo sempre entro quella stessa data. Questa modifica punta a semplificare la vita ai cittadini rendendo le scadenze più intuitive e uniformi a livello nazionale.

 

Nuove immatricolazioni

Un’altra rivoluzione riguarda la modalità di pagamento del bollo: per le auto immatricolate dal 2026 sparisce la possibilità di pagare il bollo a rate mensili o semestrali. Da quell’anno in poi, gli automobilisti dovranno versare la tassa in un’unica soluzione annuale. Le Regioni, però, potranno prevedere deroghe per alcune categorie di veicoli, consentendo un pagamento quadrimestrale in casi specifici.

Competenza regionale rafforzata

La riforma fiscale attuata dal Governo ribadisce che il bollo resta un tributo regionale a tutti gli effetti. Ciò significa che le Regioni hanno autonomia nella definizione delle tariffe, delle agevolazioni e delle scadenze secondarie. In futuro, quindi, potrebbe esserci una maggiore variabilità dei costi in base al territorio, con possibili incentivi (o penalità) regionali.

 

Fermo amministrativo

Una delle modifiche più discusse per il bollo auto riguarda i veicoli in fermo amministrativo — quei mezzi bloccati per motivi fiscali o per gravi violazioni del Codice della Strada. Fino a oggi questi veicoli erano esentati dal pagamento del bollo, come previsto da una sentenza della Corte Costituzionale del 2017. Dal 2026, invece, anche i veicoli sottoposti a fermo dovranno continuare a pagare il bollo, poiché la legge considera il tributo dovuto in virtù del possesso e non dell’utilizzo.

 

Chi non deve pagarlo

La novità principale interessa gli automobilisti con i redditi più bassi. A partire dal prossimo anno, chi percepisce un reddito personale annuo pari o inferiore a 8.000 euro potrà fare domanda di esenzione del bollo. La misura richiederà la presentazione della documentazione ufficiale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, che sia sotto la Certificazione Unica o la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

Dunque, niente meccanismi automatici o di autocertificazione. Insieme al criterio economico resta centrale il capitolo ambientale. In caso di vetture ibride ed elettriche immatricolate dal 2022 in poi sarà possibile ottenere l’esenzione dal bollo della durata di cinque anni, calcolati a partire dalla data di prima immatricolazione.

Anche qui il riconoscimento non avverrà in modalità automatica, bensì occorrerà avanzare apposita domanda presso gli uffici erariali o tramite gli sportelli regionali incaricati della gestione della tassa, previa classificazione del veicolo nelle banche dati ufficiali del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 

Pagamento digitale

Parallelamente alla riforma, è attesa una spinta verso il pagamento digitale del bollo auto e la digitalizzazione del servizio. Secondo alcune fonti, dal 2026 il bollo potrebbe essere versato solo attraverso canali digitali certificati come PagoPA, portali regionali o l’app IO, con notifiche automatiche di scadenza. Anche l’integrazione con gli archivi nazionali dei veicoli e con la targa anziché con il codice fiscale potrebbe rendere più trasparente e automatico l’accertamento dei pagamenti.

 

Cosa non cambia

L’importo del bollo auto continuerà a essere calcolato in base alla potenza espressa in kW e alla classe ambientale del veicolo. La tanto dibattuta sovrattassa “superbollo” sui motori molto potenti resta in vigore, almeno per il 2026, nonostante le richieste di revisione.

Attenzione alle automobili già in circolazione

Tutte queste novità si applicano solo alle auto immatricolate dal 1° gennaio 2026 in poi. Le vetture acquistate e immatricolate entro il 31 dicembre 2025 continueranno a seguire le regole attuali (con possibilità di pagamento in più rate trimestrali o semestrali), a meno che la Regione non decida diversamente con proprie disposizioni.

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