immagine Caldo, le specie aliene (e pericolose) invadono i nostri mari: dal pesce scorpione all'alga killer, i rischi per le persone e per l’ambiente
  • di Valeria Di Corrado
  • lunedì 13 luglio 2026, 06:59

Caldo, le specie aliene (e pericolose) invadono i nostri mari: dal pesce scorpione all'alga killer, i rischi per le persone e per l’ambiente

Con la fauna e la flora le teorie pseudoscientifiche lombrosiane hanno ancora meno valore che con l'uomo. L'originale "abito a pois" del pesce palla maculato e quello istrionico del pesce scorpione possono trarre in inganno. Entrambe sono specie aliene invasive, provenienti dal Mar Rosso e che, complici i cambiamenti climatici e il riscaldamento delle acque, si sono rapidamente diffuse nei mari italiani. Rappresentano una minaccia per la biodiversità locale e sono pericolose per l'uomo.

Le specie più pericolose

Il pesce palla maculato, per esempio, è altamente tossico: contiene una neurotossina potenzialmente letale, che non si elimina in cottura. Quindi non va assolutamente consumato e bisogna stare attenti non finisca per sbaglio in una frittura di paranza. A marzo scorso ne è stato pescato uno a Portopalo di Capo Passero (Siracusa) e ne è stato avvistato uno morto nel porto di Torre San Giovanni (Lecce).

«Un'altra specie pericolosa è il pesce scorpione, detto anche pesce leone orientale - avverte Piero Genovesi, responsabile del Servizio per il coordinamento della fauna selvatica dell'Ispra - Originario dell'Oceano Indiano, è bellissimo, ma ha degli aculei molto velenosi. Anche il pesce coniglio, un'altra specie aliena, ha pinne in grado di infliggere punture dolorose, anche se le carni sono commestibili. Il loro impatto è preoccupante soprattutto sugli ecosistemi marini autoctoni. In diverse aree vediamo scomparire le alghe perché il pesce coniglio le mangia. Stesso discorso per il pesce palla argenteo: ha una dentatura molto potente e quindi è un grande predatore».

L'alga killer

Non c'è quindi solo il più famigerato granchio blu, che si è ormai insediato nell'Adriatico e ha messo in ginocchio gli allevamenti di cozze e vongole. Anche la Caulerpa taxifolia, meglio nota come "alga killer", ha un aspetto elegante, simile a una felce d'acqua, ma è estremante dannosa per i nostri ecosistemi. «È un'alga tropicale, originaria dell'Oceano Indiano, in questo caso arrivata nei nostri mari perché liberata da un acquario e può provocare gravi problemi nelle praterie di Posidonia - spiega Genovesi, autore del libro "Specie aliene" - Queste specie arrivano attraverso il canale di Suez. Le chiamiamo "migrazioni lessepsiane", da Ferdinand de Lesseps, l'ingegnere che ha progettato il canale artificiale. Nel Mediterraneo si stima che ci siano mille specie aliene marine. L'innalzamento di un grado e mezzo della temperatura di questo mare rispetto all'era preindustriale, con un'accelerazione molto forte negli ultimi anni, rende l'habitat favorevole. Basti pensare all'invasione di meduse, che oltre a essere urticanti per l'uomo possono ostacolare la pesca. Nella sede Ispra di Palermo sono stati censiti gli ultimi arrivi: la sardina del Mar Rosso e la ricciola atlantica».

Da un rapporto del 2023 è emerso che nel mondo ci sono circa 35mila specie aliene e di queste 3.700 causano danni alla biodiversità e spesso anche all'uomo. «Stimiamo che la crescita nei prossimi decenni potrà aumentare del 36%, ma in Europa potrebbe superare il 60%, avendo un clima più temperato rispetto ad altre aree», precisa Genovesi. Ed ecco quindi che - artefice o complice indiretto l'uomo - ci troviamo le città invase da parrocchetti tropicali e scoiattoli grigi nordamericani, che tolgono il cibo rispettivamente a passerotti e scoiattoli rossi nostrani. «Le chiamiamo "invasioni biologiche" ed è un fenomeno in forte crescita perché è strettamente correlato alla globalizzazione», aggiunge il ricercatore dell'Ispra.

Piante ornamentali

Attraverso le piante ornamentali provenienti da luoghi lontani è arrivato non solo il batterio cileno della Xylella, che ha fatto una strage di uliveti in Puglia (oltre 21 milioni sono morti), ma anche i giacinti d'acqua dell'Amazzonia, che hanno invaso corsi d'acqua sardi, togliendo ossigeno ai pesci lacustri e causandone una moria. Di origine brasiliana anche la formica di fuoco, che in Sicilia sta devastando alcune piantagioni agricole e sull'uomo provoca punture dolorosissime.

  • Approfondimenti
  • Annunci correlati

Trilocale, viale Aurelio Saffi

1.400 €
Affitto Trilocale a Roma (RM)
102 m2 3 stanze 2 bagni TRASTEVERE: ELEGANTE PIANO RIALZATO CON GIARDINO APPENA RISTRUTTURATO UBICAZIONE: centrale e servita dalle principali infrastrutture urbane e di quartiere (stazioni FS e Metro...

IlMessaggeroCasa.it