immagine De Luca a Cantù: «L'autonomia differenziata è secessione»
  • di Adolfo Pappalardo
  • domenica 28 luglio 2024, 09:00

De Luca a Cantù: «L'autonomia differenziata è secessione»

Testimonial nel profondo Nord contro l’Autonomia differenziata. Lì dove, negli anni scorsi, il disegno leghista ha attecchito anche tra molti delusi del centrosinistra. Eccolo il governatore Vincenzo De Luca, venerdì sera alla festa dell’Unità a Verona e ieri, sempre tra il popolo Pd, a Cantù, nel comasco. Veneto e Lombardia, proprio le regioni che premono in queste ore per dare avvio alla riforma firmata dal ministro Calderoli. Proprio tre giorni fa, in Cdm infatti, sono state esaminate le richieste di intesa di queste due regioni che, in base alla norma transitoria della legge Calderoli (articolo 11), partiranno dalla pre-intesa a cui si era giunti nel 2019 con i governo Conte 1. Un passaggio delicato in cui De Luca non vuole far marcare un suo contributo alla battaglia che, in queste settimane, vede unito tutto il fronte del centrosinistra. De Luca compreso che con il suo partito, il Pd, non è mai andato molto d’accordo. Ma tant’è: la guerra è la guerra e i veleni dem, in queste ore, sono stati archiviati da tutti. Compresa la segretaria Elly Schlein. 

La proposta 

«Entriamo nel pieno della battaglia e finalmente - dice De Luca davanti ai militanti del Pd di Verona - si stanno raccogliendo firme per il referendum che è una scelta necessaria. La nostra battaglia è sul no all’Autonomia di oggi ma un no anche al centralismo burocratico, serve la sburocratizzazione. Ed è un sì netto all’unità d’Italia, con grande rispetto e fiducia nelle forze dinamiche del Nord, senza alcuna contrapposizione. Esattamente il contrario di quello che si vuole affermare». Poi chiarisce come i fronti su cui agire sono diversi. Anzitutto la raccolta firme per il referendum abrogativo (500mila entro settembre) assieme al centrosinistra, sindacati e associazioni e poi, due settimane fa, la richiesta con le altre 4 regioni di centrosinistra, di chiedere la cancellazione sempre per via referendaria. E, ancora, la strada di una norma ad hoc da proporre al Parlamento in cui De Luca vuole rilanciare le sue proposte sull’autonomia: rapporti con le Sovrintendenze, autonomia per i piani paesaggistici, autonomia della Regione per quanto riguarda i pareri di opere pubbliche di interesse regionale, autonomia per i porti, autonomia per gli impianti energetici alternativi. Ovvero le proposte che formalizzò già al ministro Calderoli quando ci fu il vertice a palazzo Santa Lucia nel dicembre del 2022. Un tema che rilancia anche ieri sera in Lombardia auspicando un asse: «Invito le forze dinamiche del Nord invito ad aderire a un’allenza per modernizzazione dell’Italia». «Per questo la Regione Campania proporrà - dice sempre alla festa dell’Unità - una legge al governo nazionale per superare i conflitti e dare un progresso al Sud, senza aggravare il divario tra Nord e Sud». 

Per De Luca infatti il punto non è solo abrogare la legge Calderoli ma «anche la nostra battaglia che è sul no all’Autonomia e un no al centralismo burocratico: serve la sburocratizzazione. La Regione proporrà una legge al governo nazionale per superare i conflitti e dare un progresso al Sud, senza aggravare il divario tra nord e sud di questa legge approvata». Poi sempre a margine della kermesse nel comasco, De Luca rimarca il concetto. «L’unità nazionale non si tocca: noi dobbiamo contrastare questa legge che non ci convince e che spacca i servizi di civiltà come la scuola e la sanità. Mentre assistiamo al paradosso: da un lato - ragiona - si chiede l’autonomia, dall’altro oggi c’è la più grande centralizzazione dei poteri nelle stanze della presidenza del Consiglio. Noi, invece, siamo autonomisti convinti ma su una linea diversa: quella della burocrazia zero». 

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Infine, intervistato da Stasera Italia su Rete4, rilancia il Campo largo e auspica che il leader grillino Giuseppe Conte cancelli i veti su Matteo Renzi. Un’apertura che vale come autoassist per la terza corsa a palazzo Santa Lucia a cui De Luca, non è un mistero, lavora da tempo. «A Conte dico che è il momento di eliminare qualsiasi freddezza se vogliamo governare. Per battere il centrodestra - conclude il governatore - serve una coalizione ampia e se è complicato un accordo di tutti su tutti i temi, serve almeno un accordo sulle questioni fondamentali». 

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