- sabato 8 giugno 2024, 08:00
Energia, quel tesoro in fondo al mare: una Spa per sfruttarlo
Dovremmo spesso essere più umili e conoscere quelle ricchezze naturali che vedono proprio il nostro Paese come potenziale grande utilizzatore; mi riferisco alla energia marittima, o meglio, alla famiglia di energie marittime, infatti vi sono almeno quattro distinte tipologie:
energia delle correnti marine: prodotta dall'azione meccanica delle pale;
energia cimoelettrica: prodotta dal moto delle onde;
energia talasso termica: prodotta dallo sbalzo termico tra la superficie marina e la profondità;
energia osmotica: prodotta dalla differenza di concentrazione del sale tra l'acqua marina e l'acqua dolce e chiamata anche energia a gradiente salino.
I fondi
E sempre approfondendo questa grande ricchezza scopriamo che, secondo uno studio legato al progetto Ocean Set 2020, l'Italia è il secondo Paese in Europa superata solo dal Regno Unito che maggiormente gode di finanziamenti pubblici per l'energia marina.
È inoltre lo Stato più avanzato dell'area mediterranea per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo di dispositivi e presenta diversi impianti distribuiti in punti strategici.
Continuando questa analisi scopriamo ancora che la zona che meglio si presta all'energia mareomotrice è lo Stretto di Messina, dove sorge la turbina Kobold, connessa alla rete elettrica nazionale e capace di raggiungere i 25 kW (si calcola che in determinati condizioni si possa potenzialmente arrivare anche a 125 Gwh gigawatt-ora).
La proposta
Ma se ci sono queste condizioni mi chiedo perché le otto Regioni del Sud, invocando il comma 8 dell'articolo 117 della Costituzione, non danno vita ad una Società per Azioni che:
ottimizzi la ricerca proprio nei siti marini meridionali;
costruisca adeguati impianti di produzione energetica;
assicuri l'approvvigionamento energetico per le aree produttive del Sud con tariffe basse.
Il potenziale di energia
Ancora una scoperta delle potenzialità del nostro Mezzogiorno; di un Mezzogiorno i cui mari sono tessere di quel mosaico planetario fatto di circa il 70% della superficie terrestre. Una riserva di energia inesauribile, dal potenziale enorme: l'Agenzia Internazionale per l'Energia stima che il potenziale dell'energia del mare, in tutto il mondo, possa generare tra i 20.000 e i 90.000 TWh terawattora di elettricità all'anno.
Ora che lo abbiamo scoperto facciamo in modo che le Regioni del Sud diventino attori chiave di una simile risorsa che da sola potrebbe incidere in modo sostanziale sulla crescita del Pil dell'intero Mezzogiorno. Nel solco di quanto l'altro giorno affermava Natale Mazzucca, vice-presidente di Confindustria: «Con il cambiamento degli scenari geopolitici il Mezzogiorno ha recuperato centralità, può diventare un hub energetico e contare su una infrastruttura naturale come il mare. Ci sono tutti gli ingredienti affinché recuperi terreno e cresca. E, se cresce il Sud, cresce tutta l'Italia».
- Annunci correlati

IlMessaggeroCasa.it
Scegli su quale social condividere questo contenuto con tutti i tuoi amici.