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  • di Vittorio Del Tufo
  • sabato 1 luglio 2023, 10:00

De Luca, il Pd e il momento What the Fuck

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Mele marce con il tassametro

Le mele marce sono una categoria trasversale, la loro geografia è orizzontale, furbetti e furbastri si annidano in tutti i settori. Ma isolare quelli che albergano nella categoria dei tassisti, in una città che vorrebbe candidarsi a capitale del turismo internazionale, è un imperativo al quale non possiamo più sottrarci. Lo ha (finalmente) compreso l'amministrazione, che di fronte alla valanga di denunce, accuse, contestazioni ha deciso di intervenire, con maggiori e più severi controlli, per individuare e stanare «le poche mele marce che infangano una categoria in larga parte sana». 

 

9 

Arrestate papà, picchia mamma 

Papà picchia mamma, arrestatelo. Il coraggio di una ragazzina di dodici anni ha posto fine a una lunga storia di violenze consumate tra le mura di casa ai danni di una cinquantenne di Casamicciola. In precedenza la vittima aveva inviato un WhatsApp a un'amica con un messaggio in codice: «Se ti mando il pollice alzato, allora chiedi aiuto». Ma all'arrivo dei carabinieri la donna ha minimizzato, così è stato decisivo l'intervento della dodicenne: «Arrestate papà». 

 

5 

Gli opportunisti fottuti 

Nel «Sol dell'Avvenire», l'ultimo film di Nanni Moretti, il protagonista (lo stesso Moretti) incontra i dirigenti di Netflix che gli bocciano la sceneggiatura per motivi di ritmo: «Manca il momento What the fuck». La scena dev'essere rimasta particolarmente impressa al governatore De Luca, che lunedì scorso, prendendo di mira (per l'ennesima volta) i dirigenti del suo stesso partito, il Pd, li ha accusati di essere «una banda di opportunisti fottuti». Eccolo, il momento What the fuck. Applausi da Netflix.

 

4 

Il (brutto) gioco del campanile

Parole più sobrie, ma altrettanto incisive, ha pronunciato De Luca nel commentare l'annullamento della presentazione a Salerno del libro di Gaetano Quagliariello «Scusa papà ma tifo Napoli», prevista per giovedì e poi cancellata dopo le polemiche sollevate da un consigliere comunale d'opposizione, il quale aveva bollato come «assolutamente inopportuna e provocatoria» la presenza a Salerno, in qualità di autore, dell'ex ministro e (mite) presidente del Club Napoli Parlamento. «Un atto di cafoneria indegno di un paese civile», ha tagliato corto De Luca. Ben detto. E bene ha fatto il sindaco di Salerno (che, per inciso, si chiama Napoli) a uscire finalmente dal mutismo e definire «impropria» la sortita del consigliere di cui sopra. Il tanfo, inconfondibile, della corrida di solito ne nasconde un altro, ben più pesante: quello dell'intolleranza. E comunque «impropria» è un gentile eufemismo: diceva Honoré De Balzac che l'ignoranza, intesa come mancanza di ragionamento, è la madre di tutti i crimini. E domani, a chi toccherà? Chi buttiamo giù dal Campanile? 

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