- martedì 3 marzo 2026, 16:22
F15 precipitati in Kuwait, quanto è costato agli Usa l'incidente record con il fuoco amico
L’abbattimento di tre caccia F-15E Strike Eagle avvenuto nei cieli del Kuwait nella mattinata di lunedì 2 marzo rappresenta un evento senza precedenti per gravità e impatto economico: le batterie della contraerea locale hanno colpito per errore i velivoli americani durante una fase concitata dell'operazione "Epic Fury", volta a intercettare missili balistici e droni iraniani. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che l'incidente si è consumato in un brevissimo lasso di tempo: sebbene i sei membri degli equipaggi siano riusciti a catapultarsi in sicurezza e siano stati recuperati in condizioni stabili, la perdita simultanea dei tre caccia pesanti solleva interrogativi urgenti sulla coordinazione tattica tra le forze alleate e sul valore reale del danno finanziario subito dagli Stati Uniti.
Il calcolo
Il calcolo economico dell'incidente rivela cifre vertiginose poiché l'F-15E Strike Eagle non è più in produzione dal 1995, epoca in cui un singolo esemplare costava circa 30 milioni di dollari: se si considera il valore storico aggiornato all'inflazione, ogni jet costerebbe oggi circa 65 milioni, ma la realtà operativa impone una sostituzione con la versione più moderna ovvero l'F-15EX Eagle II. Basandosi sui contratti del 2023, il prezzo di un singolo F-15EX è di circa 94 milioni di dollari: questo significa che per ripristinare la capacità di attacco perduta il governo americano dovrà stanziare circa 282 milioni di dollari, una cifra che supera la soglia dei 300 milioni se si includono i costi per l'armamento a bordo, i pod tecnologici distrutti e gli indennizzi per i piloti.
Questo episodio si inserisce in un contesto di altissima tensione regionale dove la saturazione dello spazio aereo ha reso i sistemi di identificazione alleati estremamente vulnerabili all'errore umano e tecnico: mentre il Kuwait ha ufficialmente riconosciuto l'accaduto avviando un'indagine congiunta con gli Stati Uniti, resta il dato politico di un "tradimento della tecnologia" che ha trasformato una missione di difesa in un disastro logistico. La necessità di operare sotto la minaccia costante dei droni iraniani ha creato un ambiente in cui la rapidità di reazione della difesa aerea ha prevalso sulla certezza dell'identificazione: ora il Pentagono dovrà giustificare al Congresso una perdita economica imponente derivata da un tragico cortocircuito tra alleati che passerà alla storia come il caso di friendly fire più costoso dell'era moderna.
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