- mercoledì 3 luglio 2024, 08:00
«Il mare in movimento», dalla risorsa mare arriva l'energia del Mezzogiorno
L'energia del Mezzogiorno viene dal mare. Ora è così ma dovrà essere sempre di più così. La posizione strategica al centro del Mediterraneo, i nuovi rapporti con i Paesi del continente africano disegnati dal governo attraverso il Piano Mattei fanno del Sud Italia un vero e proprio hub energetico, turistico, un nuovo mondo su cui investire. La straordinaria portata di questo cambio di paradigma si vede da Roma e soprattutto da Bruxelles. Impegna le istituzioni, le imprese e anche l'informazione. E Il Mattino, attentissimo a queste dinamiche, obbedendo al suo ruolo di più grande giornale del Mezzogiorno, racconta e promuove la conoscenza di questo cambiamento con iniziative come quella che si terrà domani nel teatro di bordo di Msc Divina ancorata al molo Angioino del porto di Napoli. Con il direttore Roberto Napoletano e la collega Maria Chiara Aulisio discuteranno su “un Mare in Movimento”, il ministro della Protezione Civile e le politiche del mare, Nello Musumeci; il vice-presidente Sud Europa della divisione Crociere del Gruppo Msc, Legato Nardo Massa, il presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Tirreno Centrale, Andrea Annunziata; Agostino Gallozzi, presidente e ad del Gruppo Gallozzi; il presidente del Gruppo Lauro.it, Salvatore Lauro. Nel secondo panel, “Un Mare da Scoprire”, invece, sono previsti gli interventi di Rosalba Giugni, presidente di Marevivo; Riccardo Villari, presidente della Fondazione Idis Città della Scienza; il rettore dell'Università Parthenope, Antonio Garofalo; Martina Grimaldi campionessa delle Fiamme Oro nel nuoto di fondo. Nel terzo panel, “Un Mare di Energia” previsti gli interventi di Giuseppe Ricci, direttore generale di Energy Evolution Eni; Davide Tabarelli, Commissario acciaierie d'Italia e presidente Nonisma Energia. Le conclusioni, invece, le trarrà Chiara Marciani, assessore alle politiche giovanili e al lavoro del Comune di Napoli.
I temi
Il mare che spinge il Sud, dunque. Ci crede il governo se il premier Giorgia Meloni sente il bisogno di ribadire che dobbiamo sfruttare meglio la risorsa mare, ci credono gli armatori che continuano ad investire, ci dovrà credere soprattutto l'Europa se, come tutti sperano, finalmente capirà che è il Mediterraneo il nuovo mondo. E vale qui la pena ricordare che Musumeci, il ministro che Meloni ha voluto accanto proprio per governare questo settore, continua a ribadire che ogni attività che utilizza il mare ha enorme potenzialità di sviluppo. I numeri che efficacemente spiegano il cambiamento in atto sono stati mostrati dal The European House Ambrosetti. Numeri che mettono in luce «come lo sviluppo economico del Sud Italia nel quadro euro-mediterraneo passi anche attraverso la crescita della sua attrattività per gli investimenti e gli insediamenti produttivi, che negli ultimi anni stanno registrando una performance positiva. Infatti, nel triennio 2018-2021 la variazione nel numero di addetti delle multinazionali estere in Italia è stata del 32% (contro una media nazionale del 15%, del 14% del Nord e dell'11% del Centro), ovvero +48 mila unità, mentre la variazione del valore aggiunto è stata del 41% (contro una media nazionale del 23%, del 24% del Nord e del 14% del Centro), pari a +4,2 miliardi di euro. Vi sono, però, ancora ampi margini di sviluppo rispetto alle altre aree del Paese: se il Sud si allineasse alla media del Centro-Nord in termini di incidenza del valore aggiunto delle multinazionali estere sul totale (9% nel Sud vs 19% nel Centro-Nord) e di incidenza dell'occupazione (5% nel Sud vs 11% nel Centro-Nord), si genererebbero 14 miliardi di euro di valore aggiunto in più e 240 mila nuovi posti di lavoro». Numeri e analisi da cui il governo non prescinde se è vero com'è vero che il totale degli investimenti con il Pnrr nei porti del Mezzogiorno è di poco inferiore alla somma di quello che è stato assegnato alle altre due grandi aree del Paese e cioè il Nord e il Centro: 1 miliardo e 223 milioni al Sud contro 1 miliardi e 600 milioni a Nord e Centro insieme. Ed è significativo anche il dato numerico che riguarda i porti campani che dal Pnrr ricevono 241 milioni Napoli e 120 milioni Salerno. E per una volta queste cifre non dovrebbero essere restituite come, per troppi anni, è avvenuto con i fondi Fers. Tutti i cantieri previsti per le opere del Pnrr, infatti, sono attivi e in linea con le scadenze previste. E poi il record di Crociere, la prima volta che Msc posiziona tre navi a Napoli; il nuovo Beverello, i successi del porto di Salerno, le nuove energie (gas naturale liquefatto e biofuel) su cui puntano gli armatori. Ecco saranno questi alcuni temi al centro del dibattito promosso da Il Mattino.- Annunci correlati

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