immagine Modello 730, novità e scadenze da rispettare: dalla nuova dichiarazione alla stretta sui bonus
  • di Umberto Mancini
  • martedì 10 febbraio 2026, 09:39

Modello 730, novità e scadenze da rispettare: dalla nuova dichiarazione alla stretta sui bonus

È arrivata, diffusa dall'Agenzia delle Entrate, la pubblicazione delle versioni preliminari dei modelli per la dichiarazione dei redditi relativi al 2025. In questo modo i contribuenti potranno orientarsi sulle regole da seguire per l’adempimento fiscale.

Le nuove istruzioni tengono conto sia delle modifiche introdotte dall’ultima manovra economica  sia del percorso di revisione del sistema tributario. I redditi che i contribuenti hanno ottenuto nel corso del 2025 dovranno essere dichiarati attraverso il Modello 730/2026.

Dal nuovo modello 730 alla stretta sui bonus

Questo strumento non è utile soltanto per comunicare all’erario le somme percepite, ma rappresenta anche il canale principale per recuperare le agevolazioni fiscali, come quelle legate alle spese sanitarie o agli interessi pagati sui mutui immobiliari. 


LE SCADENZE
Due le date chiave da non dimenticare: 30 aprile, giorno in cui il 730 precompilato viene reso accessibile online dall’Agenzia delle Entrate; 30 settembre, termine ultimo per l’invio della dichiarazione, sia nella versione ordinaria sia in quella precompilata. Come noto, ma è meglio specificarlo, tra le novità più rilevanti spicca la conferma dell’Irpef articolata su tre fasce di reddito.

La riforma, voluta dal governo Meloni, consolida l’assetto già avviato e introduce un alleggerimento significativo per la fascia intermedia, grazie a una riduzione dell’aliquota di due punti percentuali.

La struttura aggiornata è la seguente:

  • fino a 28 mila euro: aliquota al 23%;
  • da 28.001 a 50 mila euro: aliquota al 33%, in calo rispetto al precedente 35%;
  • oltre 50 mila euro: aliquota al 43%.

In futuro, almeno nelle intenzioni dell'esecutivo, si punta a ridurre a due le aliquote, riducendo così il carico fiscale complessivo. 

DETRAZIONI E BONUS
Accanto agli effetti positivi per il ceto medio derivanti dal nuovo schema Irpef, emerge però una stretta sulle detrazioni fiscali. Per chi supera i 75 mila euro di reddito complessivo, è previsto un ridimensionamento progressivo delle detrazioni al 19%, che si riducono gradualmente fino ad annullarsi al raggiungimento dei 100 mila euro. Restano fuori da questo meccanismo penalizzante alcune voci considerate essenziali, come le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui, che continuano a essere pienamente detraibili.


La gestione dei familiari fiscalmente a carico rappresenta uno degli aspetti più delicati del Modello 730. Il quadro normativo è stato profondamente modificato dall’introduzione dell’Assegno unico, che ha ridisegnato il sistema delle agevolazioni per i figli. Un familiare può essere considerato a carico solo se il suo reddito annuo non supera determinati limiti: 4 mila euro per i figli fino a 24 anni; 2.840,51 euro per i figli con più di 24 anni e per gli altri familiari, come coniuge, genitori, fratelli o sorelle. 


ASSEGNO PER I FIGLI
Dal 2022 la tradizionale detrazione per figli a carico è stata quasi completamente rimpiazzata dall’Assegno unico e universale. Le regole attuali distinguono due situazioni. Per i figli con meno di 21 anni non spetta più la detrazione fiscale, ma è comunque necessario indicarli nel quadro dei familiari a carico per poter detrarre le spese sostenute per loro; per i figli oltre i 21 anni, le detrazioni tornano applicabili, a condizione che siano rispettati i limiti di reddito previsti. Per i figli tra 21 e 30 anni, la detrazione non è un importo fisso: il valore teorico di 950 euro si riduce progressivamente con l’aumentare del reddito del genitore, secondo una formula che tiene conto del reddito complessivo fino a 95 mila euro.


Anche in assenza della detrazione per figli sotto i 21 anni, il contribuente può comunque portare in detrazione il 19% delle spese sostenute nel 2025 per alcune voci specifiche fino a un massimale di spesa di 210 euro. Tra queste rientrano: i costi per l’istruzione, dall’asilo nido all’università; le attività sportive praticate da ragazzi tra i 5 e i 18 anni; le spese mediche e farmaceutiche; gli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico.


SEPARATI
Anche per il coniuge non legalmente separato e per gli altri familiari conviventi (o mantenuti tramite assegni non stabiliti da un giudice) sono previste detrazioni d’imposta. Tuttavia, questi benefici diminuiscono gradualmente all’aumentare del reddito del contribuente, fino a scomparire del tutto oltre la soglia degli 80 mila euro.
 

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