immagine Pil, export e lavoro: i 10 numeri chiave del sorpasso italiano
  • mercoledì 28 agosto 2024, 07:00

Pil, export e lavoro: i 10 numeri chiave del sorpasso italiano

Ci perdonino i lettori del “Mattino” se oggi daremo i numeri. Ma riteniamo utile spiegare lo stato di salute dell’economia italiana, quella vera non quella della autoflagellazione imperante, con dieci semplici dati che dimostrano che il nostro Paese, pur con i noti problemi (non esiste alcun sistema economico perfetto), sta attraversando un buon momento.

I critici faticano a riconoscerlo, forse per non offrire assist al governo in carica. Succede sempre così, per la verità, con qualunque tipo di maggioranza politica. Le maggioranze di turno cercano di ascrivere ogni dato economico positivo al proprio operato mentre le opposizioni di turno fanno finta di non vedere i progressi economici reali.

Allora chiariamo subito che il principale merito della positiva fase attuale della nostra economia è di chi lavora, delle imprese e dei loro dipendenti, nonché dei tanti settori di spicco del nostro sistema produttivo. I governi aiutano chi produce ed è giusto riconoscerlo. La spinta maggiore della crescita economica viene sempre, prima di tutto, dall’economia reale stessa. E quella italiana, lo scriviamo da tempo, è una economia di prim’ordine. Siamo la seconda industria manifatturiera e la seconda agricoltura d’Europa, il Paese dell’Ue più visitato da turisti provenienti da altri continenti, una nazione con un debito pubblico onorabile che, sia pure da tenere sempre sotto attento controllo, non è affatto peggiore di quello di molti altri Paesi avanzati (Stati Uniti, Francia, Spagna Regno Unito e Giappone in testa). 

Dunque, scopriamola insieme questa Italia che nessuno racconta, dove il Mezzogiorno fa la sua bella figura.

1. Il boom del Pil 

Crescita record del Pil italiano dopo la pandemia (+4,7%) . Non troverete questo dato in nessun documento ufficiale o analisi nel nostro Paese ma, come documenta puntualmente la Library della House of Commons del Parlamento britannico nel suo periodico Rapporto «GDP International Comparisons: Key Economic Indicators» (vedi edizione del 15 agosto), il Pil italiano è quello che, alla data del secondo trimestre di quest'anno, è cresciuto di più in termini reali (+4,7%), se confrontato con le altre economie europee del G7, rispetto al quarto trimestre 2019 antecedente la pandemia: Francia (+3,8%), Regno Unito (+2,3%) e Germania (+0,3%). L'Italia è cresciuta di più anche del Giappone (+3,1%), preceduta solo dalle economie nordamericane, dove i lockdown del 2020 sono stati meno pesanti: Canada (+5,4%) e Stati Uniti (+9,4%). 

 

2. Export, Italia quarta

L'Italia ha superato il Giappone ed è diventata il quarto esportatore mondiale di beni (316 miliardi di euro in sei mesi). Nel primo semestre del 2024 l'export italiano di merci (316 miliardi di euro) ha superato per la prima volta nell'epoca contemporanea quello del Giappone (312 miliardi), a dimostrazione dell'accresciuta competitività internazionale del nostro sistema produttivo. L'Italia è diventata così il quarto esportatore mondiale dietro Cina (1.572 miliardi), Stati Uniti (945 miliardi) e Germania (801 miliardi). Un risultato storico.

 

3. Export, il primato del Sud

Negli ultimi otto anni l'export del Mezzogiorno (+68%) ha contribuito all'exploit dell'Italia. Come abbiamo evidenziato in un recente articolo su queste colonne, dal 2016 al 2023, rispetto al 2015, l'export italiano è quello cresciuto maggiormente (+57%) in valute nazionali tra i Paesi del G7. A questo notevole risultato ha molto contribuito il Mezzogiorno, con una crescita del suo export ancora più forte: +68%.

 

4. Italia creditrice del mondo

L'Italia è diventata ormai creditrice netta verso il mondo (154 miliardi di euro). Dei quattro maggiori Paesi dell'Eurozona, solo la Germania e l'Italia sono creditori netti verso il resto del mondo, cioè presentano una posizione internazionale finanziaria netta positiva, la Germania per il 70% del PIL e l'Italia per il 7% (dati 2023). Francia e Spagna l'hanno invece negativa, rispettivamente per il 29% e il 53% del Pil. È un riscontro importante perché dimostra che la nostra economia è in grado di generare un surplus come differenza tra i crediti privati internazionali, accumulati principalmente con gli attivi della bilancia dei pagamenti, e lo stock del nostro debito pubblico in mani estere. Alla fine del 2023 la nostra posizione netta era positiva per 154 miliardi. Non è sempre stato così. Nel 2013 essa era negativa per 379 miliardi. Dunque, in dieci anni (2014-2023) l'abbiamo migliorata di ben 533 miliardi.

 

5. Il primato nelle tecnologie

L'Italia è, tra i quattro grandi Paesi dell'Eurozona, quello con la più alta percentuale di investimenti in macchinari e tecnologie rispetto al Pil (7,3% nel 2023). Grazie anche al Piano Industria 4.0, varato dal governo Renzi e in seguito prorogato con diverse varianti, l'Italia ha portato la sua quota di investimenti in macchinari e tecnologie sul Pil dal 5,7% del 2014 al 7,3% nel 2023, numero che oggi ci pone davanti a Germania (6,7%), Spagna (5,4%) e Francia (5,2%). Opportunamente sostenute da stimoli fiscali le imprese italiane hanno dimostrato di avere il coraggio e la forza di investire, anche in momenti difficili come quelli della pandemia e della guerra russo-ucraina, aumentando così la loro produttività e competitività.

 

6. La crescita del turismo

L'Italia è, tra i quattro grandi Paesi dell'Eurozona, quello in cui il turismo internazionale è cresciuto di più rispetto a prima della pandemia (+6,1%). Nel 2023 il numero di pernottamenti di turisti stranieri in Italia è stato pari a 234 milioni, con un incremento di 13,5 milioni di notti rispetto al 2019 (+6,1%), il più forte rispetto agli tre maggiori Paesi della moneta unica: Francia (+1,7%), Spagna (+0,9%), Germania (-10%).

 

7. Inflazione più basse

L'inflazione in Italia è oggi la più bassa tra i Paesi del G7 (0,8%). Secondo i dati dell'Ocse, l'inflazione in Italia a giugno è stata pari allo 0,8% (rispetto a giugno del 2023), il valore più basso di aumento dei prezzi al consumo nel confronto con gli altri Paesi del G7: Francia (2,2%), Germania (2,2%), Canada (2,7%), Giappone (2,8%), Regno Unito (2,8%), Stati Uniti (3%).

 

8. Il taglio della disoccupazione

L'Italia è il Paese del G7 che ha maggiormente ridotto il suo tasso di disoccupazione rispetto a prima della pandemia (-2,7%). Nel giugno di quest'anno il tasso di disoccupazione in Italia si è attestato al 7%. Rispetto al dicembre 2019, quando era al 9,7%, esso è diminuito di ben 2,7 punti percentuali evidenziando l'evoluzione più positiva rispetto agli altri Paesi del G7: Francia (-0,8%), Regno Unito (+0,2%), Germania (+0,3%), Giappone (+0,3%), Stati Uniti (+0,5%), Canada (+0,8%).

 

9. Meno disoccupati al Sud

Calo record del tasso di disoccupazione del Mezzogiorno rispetto a prima della pandemia. Ancor più forte è stato il calo del tasso di disoccupazione del Mezzogiorno, che nel primo trimestre 2024 si è attestato al 13,2%, in diminuzione di ben 4 punti percentuali rispetto al 17,2% del quarto trimestre 2019 antecedente la pandemia. Quello attuale è un livello di disoccupazione che nel Mezzogiorno non si vedeva da prima della grande crisi mondiale del 2009.

 

10. Cresciuto meno il rapporto debito pubblico/Pil

Il rapporto debito pubblico/Pil dell'Italia è quello cresciuto di meno tra i Paesi del G7 rispetto a prima della pandemia (+3,1%). La pandemia e la successiva crisi mondiale hanno messo a dura prova i bilanci pubblici nazionali, che hanno dovuto sopportare costi ingenti per sostenere la ripresa delle economie. Pur essendo stata duramente colpita dal Covid-19, l'Italia ha mantenuto relativamente sotto controllo i propri conti pubblici. Infatti, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, rispetto al 2019, nel 2023 il rapporto debito/Pil dell'Italia è quello cresciuto di meno (+3,1 punti percentuali di Pil) tra i Paesi del G7: Germania (+4%), Francia (+13,2%), Stati Uniti (+14,1%), Regno Unito (+15,4%), Giappone (+16%), Canada (+16,9%). 

  • Approfondimenti
  • Annunci correlati

Trilocale, viale Aurelio Saffi

1.400 €
Affitto Trilocale a Roma (RM)
102 m2 3 stanze 2 bagni TRASTEVERE: ELEGANTE PIANO RIALZATO CON GIARDINO APPENA RISTRUTTURATO UBICAZIONE: centrale e servita dalle principali infrastrutture urbane e di quartiere (stazioni FS e Metro...

IlMessaggeroCasa.it