- martedì 25 giugno 2024, 07:00
Pnrr, cantieri a tempo record: l'Italia prima in Europa per obiettivi e avanzamento
Avanti tutta con il Pnrr che dopo la rimodulazione non sembra essere affatto in ritardo con le scadenze concordate con l'Ue. Lo hanno accertato anche i tecnici giunti la scorsa settimana da Bruxelles per il programmato incontro con le autorità italiane impegnate in prima fila sull'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Parla di orgoglio per il risultato raggiunto il premier Giorgia Meloni in Cabina di regia: «L'Italia è al primo posto in Europa per obiettivi raggiunti e avanzamento finanziario del Pnrr. Primato certificato dalla Valutazione a medio termine della Commissione europea, e frutto dei tanti traguardi che abbiamo superato in questi mesi, come la revisione e l'approvazione del nuovo del Pnrr comprensivo anche del REPowerEU e il pagamento della terza e della quarta rata, per un totale di 35 miliardi di euro».
Le prospettive
Lo sguardo è però già proiettato sullo step successivo e la fiducia è notevole: «Siamo ora in attesa che la Commissione europea adotti la valutazione positiva per il pagamento della quinta rata dice Meloni - e se la valutazione sarà positiva, come siamo sicuri che sia, il via libera di Bruxelles ci consentirà di incassare altri 10,6 miliardi di euro e far salire complessivamente le risorse ricevute a oltre 113 miliardi sui 194,4 stanziati dalla UE per il Pnrr italiano». Ottimismo condiviso pienamente dal ministro Raffaele Fitto: «L'importante Cabina di regia di ieri mattina dice che evidenzia il positivo avanzamento degli investimenti e delle riforme, totalmente in linea con le previsioni 2024 del Piano, consentirà al Governo di avviare la procedura per il pagamento della sesta rata e di attivare, già nei prossimi giorni, l'attività di verifica e rendicontazione dei 69 traguardi e obiettivi della settima rata, pari a 18,2 miliardi di euro. Quanto stabilito dalla Cabina di regia consentirà all'Italia di presentare formalmente alla Commissione europea la richiesta di pagamento della sesta rata, pari a 8,5 miliardi di euro, che si aggiungeranno alle risorse della quinta rata, attualmente in fase di verifica e rendicontazione finale».
Più tardi in conferenza stampa, lo stesso Fitto rafforza il concetto senza scendere nel dettaglio dell'avanzamento finanziario del Piano: «Non mi è mai piaciuto dare i numeri anche perché risponde - in passato, ad esempio, di fronte a dati non troppo significativi si è omesso di sottolineare che in realtà essi preparavano il terreno a quanto stiamo constatando oggi. Vedere, cioè, quanti dati vengono immessi attualmente nella piattaforma Regis relativa ai progetti finanziati e ai bandi di realizzazione delle opere è la dimostrazione che procedendo step by step si acquisisce una visione sempre più complessiva dell'attuazione del Piano».Fitto conferma che prima della pausa estiva approderà al Cipess la relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale complementare aggregato al Pnrr e relativo soprattutto alle grandi infrastrutture della mobilità. Ci sarà ovviamente a luglio anche la relazione semestrale sull'andamento del Pnrr che verrà presentata da Fitto in Parlamento com'è previsto dalle norme attuative del Piano. Non dovrebbe essere molto diversa dalle anticipazioni emerse ieri in Cabina di regia e rafforzare il clima di collaborazione con Bruxelles che l'Italia ha registrato soprattutto nella fase di revisione del Piano stesso e che da allora non ha subìto frenate o mutamenti di scena.
Le sinergie
Ma c'è anche un altro dato che Fitto sottolinea in conferenza stampa: riguarda anche in questo caso il «clima positivo da parte dei rappresentanti di Regioni, Province e Comuni, di un sistema Paese che deve proseguire su questa strada». Al di là delle inevitabili implicazioni di carattere politico e delle difficoltà che spesso non emergono nelle dichiarazioni ufficiali (le Regioni lamentano ad esempio ritardi nell'erogazione dele risorse previste dagli Accordi già firmati con il governo), l'idea di un Paese che sappia spendere bene le risorse e riduca i divari fino a colmarli del tutto non può che essere condivisa. E il via libera dell'Europa incoraggia questa speranza, nella consapevolezza che nessun Paese da solo potrà farcela, specie chi come l'Italia ha un debito pubblico da far paura.
Le reazioni
Il traguardo viene salutato con ovvia soddisfazione dalla maggioranza, in particolare da Fratelli d'Italia («Smentita la sinistra che tifava per il disastro» afferma il capogruppo al Senato Lucio Malan) e Forza Italia («Noi parliamo con i fatti» dice la senatrice Licia Ronzulli). Dalle opposizioni invece si sollevano ancora critiche. Il dem Piero De Luca sottolinea che dei fondi finora ricevuti (102,5 miliardi) «è stato messo a terra finora solo il 50% dei fondi assegnati».- Annunci correlati

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