- martedì 26 maggio 2026, 17:45
Scoperta una nuova specie di polpo blu: sembra un Pokémon (e sta in una mano). «Non abbiamo mai visto niente di simile»
È tenero, piccolo, per le dimensioni potrebbe quasi passare come un animale da compagnia o un Pokèmon. Invece il polpo blu vive sul fondale oceanico delle Isole Galápagos, un animaletto fino ad ora misterioso quanto il luogo in cui vive. La rivista Zootaxa ha descritto per la prima volta le caratteristiche del Microeledone galapagensis – questo il suo nome di battesimo -, anche se gli scienziati erano già a conoscenza della sua esistenza.
I primi avvistamenti risalgono al 2015 grazie all’operato di una spedizione a bordo della nave di ricerca E/V Nautilus. Gli scienziati hanno esplorato gli abissi dell’isola di Darwin, all’estremità dell’arcipelago, grazie all’aiuto di un robot sottomarino e vicino a un pendio a circa 1800 metri di profondità notano questo piccolo esserino blu fluttuare nell’acqua. Sono riusciti a recuperarne un esemplare e a filmarne altri due, ma non essendo sicuri a quale specie appartenesse hanno chiesto aiuto all’esperta del Field Museum di Chicago Janet Voight. Coautrice dello studio, ricordando il momento ha detto d’aver capito subito «che si trattava di qualcosa di davvero speciale» e che «non aveva mai visto niente di simile». Come riportato da CBS News, a stimolare la curiosità della scienziata è stato anche il fatto che un polpo simile esiste, ma a largo delle coste dell’Uruguay, quindi nell’oceano opposto. Ma all’epoca si presentò un problema: per stabilire se fosse o meno appartenente a una nuova specie andava sezionato in ogni parte del corpo e gli scienziati non volevano perdere quell’unico esemplare imbalsamato e “rovinarlo”. Come sono riusciti a farlo senza danneggiare il polpo blu?
Un modello 3D ha rivelato le caratteristiche del polpo blu
La risposta è stata comunque la scienza a darla. Tramite tomografia computerizzata a raggi X hanno creato e assemblato migliaia di micro-scansioni Tc, ottenendo un modello 3D dell’animale perfettamente fedele alla sua struttura sia interna che esterna. Ogni minino dettaglio osservato, dai tentacoli con poche ventose alla pelle più liscia del normale a un organo a forma di imbuto, ha permesso di classificarlo come nuovo cefalopode. «Dato che la tomografia computerizzata (TC) non è distruttiva, è particolarmente importante per gli esemplari come questo. E questo è fantastico per me, perché spesso le persone mi portano esemplari incredibilmente rari e di una bellezza straordinaria, che ho il privilegio di poter virtualmente sezionare» ha commentato la co-autrice Stephanie Smith. Il colore così particolare tra il blu e il viola potrebbe inoltre essere un’arma di difesa contro i predatori: «Pensiamo che questa combinazione di colori contribuisca a proteggerlo. Se il polpo afferra una preda che emette luce, quella luce potrebbe attirare i predatori che poi potrebbero mangiarlo» ha spiegato Smith. Si tratta del primo polpo da lei descritto in quarant’anni di carriera.
Per quanto questa scoperta sia degna di nota, non è raro trovare nuovi polpi nelle profondità marine. Un segno di quanto poco sappiamo su cosa si nasconde nelle profondità marine.
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