immagine Torre Annunziata, i primati del porto regionale
  • di Antonino Pane
  • lunedì 22 luglio 2024, 07:00

Torre Annunziata, i primati del porto regionale

Il porto dei record in Campania è quello di Torre Annunziata. Record nella movimentazione di rinfuse solide; record su fondali: soli 8,30 metri di profondità nonostante 30 milioni spesi. Record positivi e negativi che si sommano ma che, grazie alla voglia di fare, al cambio di paradigma di non piangersi addosso, riescono a produrre risultati straordinari.

Già arrivare al porto di Torre Annunziata oggi è un bel vedere. La strada nuova, che costeggia i cantieri nautici, è già un preciso indizio che qui si a va avanti, che le crisi si superano con il lavoro e la determinazione. Ed eccolo qui il porto: i grandi silos a levante, il diporto a ponente. Le scie dei piccioni che rincorrono i camion che escono con carichi di cereali sono più precise di Google maps per arrivare sul posto. 

La Solacem, l'azienda che gestisce il terminal rinfuse, è un brulicare di autisti pronti a caricare. Ai piedi dei silos, invece, una nave con le stive aperte che si lascia aspirare il suo prezioso carico. Ma vediamo come si presenta questa azienda. La Solacem è Spa che si occupa di logistica portuale e opera fin dal 1969, nel porto di Torre Annunziata. L'attività si svolge nel settore dello sbarco e della movimentazione di cereali e della relativa distribuzione nel centro-sud Italia e per il bacino del Mediterraneo. Nel corso degli anni la Solacem ha incrementato e diversificato la sua attività fino a diventare una società di logistica integrata offrendo, in aggiunta allo stoccaggio del grano e delle farine, ulteriori servizi di manipolazione, conservazione e trasporto di metalli ferrosi e non, cellulosa, fertilizzanti e prodotti alimentari e merci varie.

«In questa attività - spiega Giuseppe Rocco, presidente di Solacem, siamo il primo porto in Campania. Grano per i pastifici ma anche farina, mangimi e i derivati».

E infatti dai dati arriva la conferma: Torre Annunziata movimenta più cereali dei porti Napoli e Salerno messi insieme. E non basta. C'è anche l'alluminio che si è ritagliato un bello spazio con numeri in continuo aumento.

Eppure, nonostante queste performance, il porto di Torre Annunziata continua ad essere, insieme a quello di Pozzuoli, un porto di competenza regionale. In passato è stata giocata, malissimo a guardare il risultato, la carta dell'ingresso nell'allora Autorità portuale, oggi Adsp del mare Tirreno centrale. 

L'autorità portuale 

Cosa significa questo? Dal punto di vista commerciale quasi niente; dal punto di vista dell'operatività infrastrutturale tantissimo. Basti pensare che dalla finestra di Solacem si vedono benissimo i lavori di consolidamento della banchina resi necessari per far lavorare una nuova gru. Ebbene quei lavori l'impresa li sta pagando in proprio; non ha potuto contare sull'adeguamento funzionale che, invece, accompagna i concessionari all'interno delle Adsp.

«Ma noi andiamo avanti lo stesso - aggiunge Rocco - perché siamo perfettamente consapevoli che i porti delle rinfuse solide non devono mai fermarsi. Così è stato con la pandemia, così è oggi e sarà domani. Chi non ricorda la caccia alla farina per il pane e le pizze quando il covid avanzava minaccioso? Quella farina veniva da questi silos per non ci siamo fermati neanche per un'ora e nessuno tra nostri dipendenti si è ammalato. I porti con le rinfuse solide hanno un ciclo valore che nessuna altra specializzazione può offrire. I mangimi, ad esempio, chiudono il ciclo della filiera alimentare. E anche l'alluminio è stato determinante durante il covid: quelle linguette che chiudono le fiale di vaccino, sono di alluminio. Insomma rafforzare i porti rinfuse, significa rafforzare filiere determinanti per la vita quotidiana». 

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Tutte rose e fiori, dunque? Certamente no. Questo porto è stato ed è al centro di vicende assolutamente incredibili. Una risolta ma che mesi ha tenuto gli operatori col fiato sospeso: un errore cartografico non faceva omologare i lavori eseguiti perché il porto di Torre Annunziata sulle carte non risultava in provincia di Napoli ma in quella di Salerno. La secondo dagli effetti ancora più gravi riguarda gli escavi. Il porto di Torre Annunziata nel 2013 aveva una profondità media di 8,30 metri. Ebbene negli ultimi dieci anni sono stati spesi ben 30 milioni, di fondi ottenuti dall'Europa, ma il fondale è sempre di 8,30 metri. Eppure questo porto non è area Sin e fare un escavo come si deve non sembra difficilissimo, tantomeno costosissimo. «Purtroppo - spiega Rocco - si sono formati due mammelloni di sabbia che impediscono l'ingresso di navi grandi e penalizzano fortemente la nostra attività. Con navi più grandi potremmo aumentare la nostra movimentazione a tutto vantaggio anche delle aziende che si approvvigionano da noi. La Solacem vuole crescere, vogliamo aumentare il nostro peso sul mercato e abbiamo le possibilità di farlo. L'innovativo e ampio progetto “Energia Sostenibile” intrapreso da Solacem attraverso il potenziamento dell'impianto fotovoltaico con una struttura da 99,75 kWp sui silos al Molo di Levante, è la dimostrazione perfetta di un'economia circolare completamente green: produciamo energia solare sostenibile per alimentare le nostre operazioni portuali».

E non basta. Grazie all' esperienza e all'organizzazione nello stoccaggio di prodotti per l'alimentazione umana e animale, la Solacem Spa ha anche ottenuto il prestigioso certificato Rina Argoq ISO 22000 per il sistema di gestione della sicurezza alimentare. 

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