- martedì 14 luglio 2026, 17:19
Allerta meteo domani per maltempo: previsti temporali intensi e grandinate, ecco le regioni coinvolte
Il caldo estremo ha i giorni contati. L’anticiclone potrebbe perdere forza durante la terza decade del mese, favorendo l’ingresso di aria meno calda da nord-est. La rinfrescata, però, potrebbe essere più evidente al Nord e lungo l’Adriatico, mentre Centro-Sud e Isole rischiano di restare ancora sopra le medie.
Dopo settimane dominate dall’alta pressione e da temperature persistentemente elevate, le elaborazioni meteorologiche cominciano a mostrare un possibile cambiamento della circolazione sull’Europa. La finestra temporale da osservare è quella compresa tra il 20 e il 27 luglio, quando il blocco anticiclonico potrebbe arretrare almeno parzialmente verso l’Atlantico, lasciando spazio a correnti più fresche e instabili provenienti dai quadranti nordorientali.
È ancora presto, tuttavia, per parlare della fine definitiva del caldo. Il segnale di un ridimensionamento della canicola esiste, ma i principali modelli non concordano né sull’intensità della rinfrescata né sulla sua capacità di raggiungere tutta l’Italia.
Allerta meteo, le regioni coinvolte
L'indebolimento del campo di alta pressione sul Nord-Italia, associato a correnti di aria più fresca in quota, favorirà, nel pomeriggio e nella serata di domani, l'innesco di temporali anche di forte intensità su gran parte delle regioni settentrionali. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d'intesa con le regioni coinvolte - alle quali spetta l'attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati - ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it). L'avviso prevede, dal primo pomeriggio di domani, mercoledi 15 luglio, temporali, anche di forte intensità su Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. Sulla base dei fenomeni previsti, per la giornata di mercoledi 15 luglio è stata valutata allerta gialla per rischio temporali su Veneto e su gran parte di Emilia-Romagna.
Il dettaglio
Sul sito della Protezione civile il bollettino di criticità con le allerte meteo. Ecco cosa prevede per il 15 luglio.
Ordinaria criticità per rischio temporali
Emilia Romagna: Bassa collina piacentino-parmense, Costa romagnola, Costa ferrarese, Pianura bolognese, Pianura ferrarese, Bassa collina e pianura romagnola, Pianura reggiana di Po, Pianura piacentino-parmense, Pianura reggiana, Pianura modenese, Collina bolognese
Veneto: Dolomiti Occidentali: Agordino, Zoldano, alta Val Boite, Dolomiti orientali: Cadore, Comelico, Pianura centro meridionale e Bassa padovana – Bacini Fratta-Gorzone, Adige, Scolante in Laguna, Colli Euganei e Colli Berici – Bacini Bacchiglione Fratta-Gorzone, Costa centro meridionale – Bacini Brenta Bacchiglione, Fratta-Gorzone, Adige, Scolante in Laguna, Costa meridionale e Delta Po – Bacini Fissero Tartaro Canalbianco, Po, Adige, Alta pianura trevigiana occidentale – Bacini Piave, Sile, Scolante in Laguna, Prealpi trevigiane – Bacino Livenza, Pianura centro meridionale – Bacini Bacchiglione Fratta-Gorzone, Adige, Scolante in Laguna, Fissero Tartaro Canalbianco, Prealpi bellunesi Valbelluna/Feltrino – Bacino Piave, Alta pianura trevigiana orientale – Bacino Livenza, Feltrino – Bacino Cismon, Pianura centro-orientale – Bacini del Piave, Sile, Scolante in Laguna, Pianura tra Livenza e Piave, Pianura polesana centrale – Bacini Fissero Tartaro Canalbianco,Po, Adige, Prealpi trevigiane – Bacino Piave, Lessinia meridionale e alta pianura veronese – Bacino Adige, Costa centro-orientale – Bacini del Piave, Sile, Scolante in Laguna, Pianura tra Livenza e Piave, Costa orientale Bacini Livenza, Lemene, Tagliamento, Pianura tra Livenza e Piave, Pianura orientale – Bacini Livenza, Lemene, Pianura tra Livenza e Piave, Alpago Cansiglio – Bacino Piave, Prealpi orientali, Baldo e Lessinia settentrionale – Bacino Adige, Pianura centrale – Bacini Brenta Bacchiglione, Muson, Scolante in Laguna, Polesine occidentale, Bassa Veronese e Valli Grandi Veronesi – Bacini Fissero Tartaro Canalbianco, Po, Adige, Pedemontana e alta pianura centrale – Bacini Brenta Bacchiglione Agno-Guà Alpone, Prealpi vicentine Altopiano dei Sette Comuni – Bacini Brenta Bacchiglione Agno
L’aria più fresca avanza da nord-est

La carta modellistica riferita al 22 luglio mostra una massa d’aria più fresca — rappresentata dalle tonalità blu — in avanzamento dall’Europa nordorientale verso il settore centrale del continente, i Balcani e l’area adriatica. Contemporaneamente, l’aria più calda rimarrebbe concentrata tra la Penisola Iberica, il Mediterraneo occidentale e il Nord Africa.
Questo tipo di configurazione sarebbe coerente con un arretramento verso ovest dell’alta pressione e con una maggiore apertura della circolazione sul suo fianco orientale. Se il corridoio nordorientale riuscisse a raggiungere pienamente l’Italia, le prime regioni a beneficiare del cambiamento sarebbero probabilmente quelle settentrionali e quelle affacciate sull’Adriatico.
Il calo termico potrebbe quindi manifestarsi inizialmente tra Nord-Est, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo e zone interne appenniniche. Oltre alle temperature meno elevate, aumenterebbe il rischio di rovesci e temporali, localmente anche intensi a causa del contrasto tra l’aria più fresca in arrivo e quella molto calda e umida presente nei bassi strati.
La svolta tra il 22 e il 24 luglio
Lo scenario più favorevole a un’interruzione del caldo individua tra il 22 e il 24 luglio il momento in cui l’anticiclone potrebbe cominciare a perdere maggiore consistenza. Non si tratterebbe necessariamente di una brusca rottura estiva, ma di un passaggio verso condizioni meno estreme, più ventilate e maggiormente variabili.
Le proiezioni sub-stagionali del Centro europeo ECMWF prendono in considerazione la settimana dal 20 al 27 luglio attraverso medie settimanali ed elaborazioni d’insieme. Si tratta di strumenti utili per individuare le tendenze generali, non per stabilire con precisione il tempo di una singola giornata o di una determinata città. Le previsioni ECMWF a questa distanza vengono infatti costruite attraverso numerose simulazioni e rappresentano anomalie medie rispetto alla climatologia.
Il segnale più importante è dunque quello di una circolazione meno bloccata. La tempistica esatta dell’ingresso fresco, invece, resta soggetta a spostamenti anche significativi nelle prossime emissioni.
La linea più prudente: caldo attenuato, ma ancora sopra media

Non tutte le indicazioni disponibili sostengono una svolta netta. L’ultima tendenza mensile dell’Aeronautica Militare, emessa il 10 luglio, prevede per la settimana 20-26 luglio un’attenuazione dell’anomalia positiva di geopotenziale, soprattutto sulle regioni settentrionali, ma non una sua completa scomparsa.
Secondo questa impostazione, le temperature potrebbero diminuire rispetto alla fase precedente, rimanendo tuttavia mediamente superiori ai valori tipici del periodo. Anche tra il 27 luglio e il 2 agosto il segnale caldo risulterebbe ancora presente, sebbene associato a un’anomalia anticiclonica meno pronunciata.
Anche la tendenza pubblicata da MeteoSvizzera descrive, per il periodo 21-27 luglio, la possibile coesistenza tra un’alta pressione sul Mediterraneo e una depressione sulla Scandinavia. Una configurazione del genere può favorire correnti più fresche sull’Europa centrale senza necessariamente eliminare il caldo da tutto il bacino mediterraneo.
È proprio qui che nasce la divergenza tra i modelli: alcuni fanno arretrare l’anticiclone abbastanza da consentire all’aria nordorientale di penetrare sull’Italia; altri mantengono una maggiore protezione anticiclonica sul Mediterraneo, deviando il nucleo più fresco verso i Balcani e il versante adriatico.
Nord e Adriatico favoriti, Sud e Isole ancora esposti
Nel caso di un ingresso da nord-est, la diminuzione delle temperature non sarebbe uniforme. Il Nord e il medio versante adriatico avrebbero maggiori probabilità di registrare per primi un calo termico, accompagnato da una ripresa dell’instabilità.
Sul Centro tirrenico il cambiamento potrebbe risultare più graduale, con il caldo attenuato soprattutto grazie alla maggiore ventilazione. Al Sud e sulle due Isole maggiori, invece, l’aria africana potrebbe resistere più a lungo, mantenendo temperature elevate e localmente ancora molto superiori alla media.
La differenza sarà determinata da pochi elementi decisivi: quanto arretrerà l’anticiclone verso l’Atlantico, dove si posizionerà il minimo depressionario europeo e quale traiettoria seguirà il nucleo di aria fresca. Uno spostamento di alcune centinaia di chilometri può separare una rinfrescata diffusa da un passaggio marginale limitato alle regioni orientali.
Un caldo arrivato dopo un giugno eccezionale
La possibile tregua arriverebbe al termine di una lunga sequenza di temperature anomale. Secondo Copernicus, il giugno 2026 è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo per l’insieme del continente. La temperatura media sulle terre emerse europee è risultata di 1,78 °C superiore alla media 1991-2020, mentre nella seconda parte del mese sono stati superati numerosi record di temperatura massima.
Questo contesto aiuta a comprendere perché anche un ritorno verso valori semplicemente vicini alla norma possa essere percepito come una rinfrescata importante. Non servono necessariamente temperature inferiori alla media: dopo una fase molto calda, anche una diminuzione di alcuni gradi e una maggiore ventilazione possono produrre un cambiamento sensibile.
Quando finirà davvero il caldo?
La risposta più corretta, allo stato attuale, è che la fase più intensa potrebbe cominciare ad attenuarsi tra il 22 e il 24 luglio, inizialmente al Nord e sulle regioni adriatiche. Non ci sono però ancora elementi sufficienti per annunciare la fine del caldo in tutta Italia.
Lo scenario più probabile non è quello di una rottura definitiva dell’estate, ma di una fase meno rovente e più dinamica: temperature in diminuzione su parte del Paese, maggiore instabilità e temporali più frequenti, ma con caldo ancora resistente soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole.
Le prossime elaborazioni dovranno chiarire se l’aria fresca riuscirà a entrare con decisione nel Mediterraneo oppure se si limiterà a sfiorare l’Italia orientale. La tendenza è incoraggiante, ma tra una tregua e la vera fine della canicola resta ancora una distanza che i modelli non hanno risolto.
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