- giovedì 5 marzo 2026, 23:53
Benzina, prezzi volano sopra i due euro al litro. Il governo corre ai ripari: «Tasse su chi specula»
Continua a salire il prezzo di benzina e diesel con il prolungarsi della guerra in Medio Oriente, mettendo in allarme distributori e consumatori. Con il governo che ora si dice pronto a correre ai ripari per fermare l'eventuale speculazione.
Non solo sul costo dei carburanti, ma più in generale sull'energia, per evitare che esplodano ancora i costi delle utenze e degli alimentari (trainati dal possibile balzo dei costi di trasporto e logistica). Questo dopo anni di pesante ribasso e potere d'acquisto in calo, anche vista la stagnazione degli stipendi.
Ieri, con il Brent è arrivato a quasi 85 dollari al barile (mentre il Wti è salito a 79,9 dollari al barile), il prezzo della benzina in modalità self service è arrivato a una media di 1,72 euro al litro (in crescita di altri 31 millesimi). Mentre il diesel (sempre self service) è salito a 1.815 euro al litro (+62 millesimi).
Ma in alcuni distributori tra le città italiane, come denunciato dalle associazioni dei consumatori, il prezzo della benzina è arrivato a superare i due euro. Così come in autostrada, arrivando anche a 2,3 euro al litro, mentre il gasolio in alcuni distributori nelle grandi arterie del Paese ha toccato i 2,5 euro al litro.
Il balzo
Ieri, poi, è stata una giornata di calore relativamente contenuto per le Borse tra Europa e Stati Uniti. Milano ha lasciato sul terreno l'1,61%, così come Francoforte, mentre Parigi ha perso l'1,49%, Londra l'1,45% e Madrid l'1,38%. A Wall Street, invece, l'S&P 500 ha perso lo 0,5%, il Dow Jones ha ceduto l'1,6% e il Nasdaq è andato giù dello 0,2%. Nel rialzo, poi, tutti gli indici energetici. Il prezzo del gas è arrivato sopra i 50 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam. In base alle stime sulle prospettive future, Facile.it prevede un aumento medio su base annua di gas e luce a carico dei cittadini di 369 euro.
In salita anche lo spread tra Btp e Bund tedeschi (così come tutti gli altri spread europei), una quota 72 punti base. E cresce in tutto il Vecchio Continente il timore per una possibile nuova fiammata dell'inflazione, con il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, che parla di rischi per tutta l'Eurozona in caso di prolungamento del conflitto.
La Bce rimane alla finestra, ma potrebbe dover alzare i tassi nelle prossime settimane. «La nostra politica monetaria - assicura comunque la presidente Christine Lagarde - è ben posizionata: siamo pronti a ogni evenienza». In calo, poi, l'oro, comunque oltre i 5mila dollari, e l'argento, a 81 dollari l'oncia.
Tornando alla benzina, invece, in appena una notte alcuni marchi petroliferi hanno alzato il prezzo del gasolio addirittura di 10 centesimi. Portando l’aumento complessivo dall’inizio della crisi anche sopra i 20 centesimi al litro. Più in generale, considerando l’intera rete di distributori, per il diesel l’aumento supera i 10 centesimi al litro e per la benzina i 7 centesimi al litro. Il prezzo del gasolio è ai massimi da oltre due anni, dal 4 marzo 2024, la benzina al livello più alto da tre mesi, dal 5 dicembre 2025. E questo - ricordano le associazioni dei consumatori - utilizzando scorte acquistate quattro mesi fa, quindi pagate molto meno.
La premier, Giorgia Meloni, minaccia di alzare le tasse su chi specula. «Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi di energia e generi alimentari», spiega. Intanto sono tre i fronti attivati: il ministero delle Imprese riunisce oggi la Commissione di allerta prezzi, che ha già chiesto chiarimenti alle big del petrolio, con la partecipazione anche della Guardia di finanza e delle associazioni dei consumatori. Già inviato un dossier alle Fiamme Gialle sui carburanti.
L'Arera annuncia quindi di aver attivato l'Unità di vigilanza energetica: un presidio per il monitoraggio in tempo reale dei prezzi di gas ed elettricità, per «valutare i possibili effetti sui corrispettivi applicati ai clienti finali e fornire al governo e all’Ue» un report dettagliato. Infine l'Antitrust: sono già molti gli esposti arrivati all'autorità, che potrebbe valutare, ad esempio, la presenza di un cartello tra gli operatori dell'energia per tenere alti i prezzi. Ma il governo può fare anche altro: come ha spiegato Meloni si potrebbe infatti agire sulla leva fiscale e colpire i famosi 'extra-profitti', cioè gli utili in più che arriverebbero dalla speculazione. Tema già discusso in fase di approvazione della Manovra e alla fine accantonato. La strada potrebbe essere quella di riscrivere il decreto bollette appena varato: benefici che, per molti, sono stati ampiamente fagocitati dall'esplosione dei prezzi.
Le ricette
Preoccupato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che sollecita un nuovo decreto. «È un problema sia per le imprese che per le famiglie italiane» dice. Bisogna «bloccare le speculazioni finanziarie sull'energia - aggiunge - perché a una settimana dal conflitto i prezzi sono improponibili».
C'è poi una richiesta arrivata da più parti: riattivare il meccanismo delle accise mobili. «Si può sfruttare - ricorda il Codacons - una norma esistente che, semplificando una misura già introdotta nel 2008, consente di utilizzare 'l'extra-gettito' Iva garantito dai rincari dei carburanti per ridurre le accise su benzina e gasolio, mantenendo sotto controllo i prezzi alla pompa». Critiche con il governo le opposizioni, con Pd, Avs e M5s che chiedono al governo un intervento urgente sugli 'extra-profitti' per aiutare i cittadini e ricordano come il governo abbia eliminato gli sconti sulle accise introdotti dall'esecutivo Draghi nel 2022 (che però costavano 9 miliardi l'anno). I partiti del centrosinistra chiedono anche la riforma del mercato elettrico che legali il prezzo dell'energia al gas, il rafforzamento dei poteri di controllo sui mercati e un piano d'investimenti sulle rinnovabili.
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